LA COSMETICA DEL NEMICO: I RAGGI UV
Scopri il tuo fototipo e ti diremo come difenderti dai raggi ultravioletti
Regola numero uno: conosci il tuo nemico. Sono invisibili, ma riescono a combinare danni evidentissimi, danni che hanno alimentato la loro pessima reputazione. In particolare, sono odiati dalle donne. I raggi Uv, meglio definiti ultravioletti, sono tra i maggiori responsabili del fotoinvecchiamento.
Sotto il sole implacabile dell'estate, queste diffuse radiazioni diventano croce e delizia per migliaia di corpi che, sdraiati sul bagnasciuga, mostrano le “chiappe chiare” al cielo. Delizia perchè è proprio il loro intervento durante l'esposizione al sole che convince la pelle a rilasciare melanina come reazione di difesa, e a far insorgere la tanto sognata tintarella. Croce perchè un bagno di radiazioni Uv, se privo di protezione e prolungato, danneggia l'epidermide, indebolendo le fibre di collagene ed elastina e facilitandono l'invecchiamento prematuro.
Occhio soprattutto alla “speedy” abbronzatura promessa dal cocente sole di mezzogiorno. Bisogna anzi evitare l'esposizione nelle ore più calde e ricordarsi sempre di spalmare una crema solare adeguata al proprio fototipo almeno ogni due ore (anche dopo un bagno) e su ogni singolo millimetro di pelle fotoesposto.
Il fascino da "tintarella di luna", con capelli biondi o rossi, carnagione lattea e occhioni blu, richiede un Spf (Sun protector factor) che si aggira attorno al livello 50 e che non è mai inferiore al 15. Il rischio, altrimenti, è di sviluppare un antiestetico e doloroso eritema.
Protezioni intermedie, tra i 10 e i 30 Spf, per le bellezze che tendono a scottarsi solo dopo esposizioni intensive e il cui identikit a grandi linee presenta un incarnato chiaro e una chioma castana o bruna.
Più il colore della pelle si scurisce, assumendo sfumature olivastre, più la scottatura si fa improbabile. Non significa, però, che i fortunati fototipi IV e V siano esenti dall'uso dei solari. Per le prime abbronzature saranno sufficiente un Spf tra il livello 15 e 5. Regola numero uno, dunque: conoscere il nemico, ma anche se stessi.
Di recente le “baby boomers”, le nate tra gli anni '50 e '60, si sono guadagnate la medaglia di signore più sprovvedute per quanto riguarda la salvaguardia della pelle dalle radiazioni Uv. Un elenco di abbronzature conquistate senza alcun tipo di filtro solare viene oggi ripagato sottoforma di salatissime parcelle per chirurghi estetici e folli scorte di cosmetici anti-rughe. A "bacchettarle" niente meno che il New York Times.
Possiamo in ogni caso consolarci sbirciando gli ultimi dati raccolti dai satelliti Nasa, che annunciano il superamento dell'"emergenza ultravioletta”: grazie alla messa al bando nel 1990 dei gas cfc (clorofluorocarburi), si è frenata la perdita di spessore dello strato di ozono dell'atmosfera, filtro terrestre alle radiazioni.
Il mercato della cosmesi, inoltre, ha fatto passi da giganti, supportato dalla ricerca. I prodotti che troviamo sugli scaffali per quest'estate non sfuggono alla tendenza di questi ultimi anni verso l'unione, in un'unica emulsione, di una texture gradevole (anche il tatto vuole la sua parte), una buona efficacia protettiva e un garantito effetto “antiage”, frutto di estratti di origine naturale, come l'idratante acido ialuronico, gli oli e i burri vegetali, per esempio il karitè o l'aloe. Si stanno studiando, inoltre, consistenze con granuli più spessi o creme che sembrano avvolgere la cute in pellicole invisibili, in grado di aumentare la barriera protettiva.
E...la regola numero due? Conoscere i propri alleati! Nella sezione Beauty di Milanostile troverete tanti consigli su come orientarsi nella "giungla" di solari in commercio.