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IL NASO D'AUTORE PIERRE GUILLAUME SI RACCONTA

Il profumo? Una tentazione a cui non si può dire di no

Si scrive Parfumerie Générale e si legge Pierre Guillaume. Pierre è un giovane ‘naso’ francese, creatore della linea di profumi Parfumerie Générale e dell’ultima nuova fragranza “L’Eau Guerrière”. Sfruttando i suoi studi in Chimica Fine, adopera nuove tecniche di produzione come l’iper-maturazione e il photo-affinage (un trattamento di irradiamento ai raggi UV) per realizzare fragranze uniche e fortemente emotive.

MilanoStile l’ha incontrato nella profumeria storica Profumo (via Brera 6) e gli ha rivolto alcune domande.

“L’Eau Guerrière” è la sua ultima creazione. Quali sono le note essenziali di questo profumo?
La formula è molto fresca e costruita su due accordi essenziali: la scorza di Quinquina, detta anche Scorza del Perù, dalla tonalità fresca e amara, quasi agrumata e la molecola Aldeide Cielo, esclusiva e un po’ eterea. L’impressione è quella che si ha quando si viaggia in aereo, vedendo il cielo blu sopra le nuvole, il sole che illumina le ali dell’aereo e la sensazione di calore che si avverte attraverso il finestrino, nonostante fuori ci siano 42 gradi sotto zero. “L’Eau Guerrière” vuole esprimere questo incontro tra caldo e freddo.

Quali sono i profumi che comunicano maggiormente delle emozioni?
Semplicemente quelli che amate, quelli che vi parlano. Quando un profumo è portabile e quando non lo è? Non ci sono profumi non portabili. Quello che è poco gradevole per un naso è invece amato da un altro. Ci sono abbastanza profumi per tutti.

Per chi è stata creata “L’Eau Guerrière”?
Secondo alcuni è una fragranza più mascolina per via delle essenze legnose e muschiate, di una freschezza immediata che perdura e della sensualità che s’impone. Ma secondo me non è né maschile né femminile: mi rifiuto di dare un sesso ai miei profumi.

Quali sono gli ingredienti che preferisce adoperare?
Uso soprattutto fragranze orientalizzanti e legnose.

Da quanto tempo crea profumi. E perché?
Dal 2002. Per caso. La mia prima creazione è stata la numero ‘02’. Ho cominciato con mio padre e l’ho realizzata per lui: non trovavamo più in profumeria una fragranza che facesse vibrare. Poi tra gli amici e il passaparola ci siamo fatti conoscere.

Perché proprio in questo negozio a Brera?
I miei prodotti non possono essere venduti altrove, se non in questo negozio. E’ un punto vendita storico e conosciuto in tutto il mondo. L’appassionato di profumi conosce il negozio Les Senteurs di Londra, così come Profumo di Milano.

E lei che profumi usa?
Non posso usarne mentre lavoro su una nuova creazione. Quindi, mentre creo, porto quello che sto attuando.

Tre aggettivi per descrivere il ‘profumo’…
Futile, inutile e perciò perfettamente indispensabile.

I flaconi di Parfumerie Générale sono in vetro e squadrati, chiamati “Diolènes”, semplicemente numerati per renderli unisex: un packaging sobrio per esaltare l’esclusività del profumo.

GALLERIA FOTOGRAFICA

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Autore: Elisa Di Battista
09/04/2009 - 11.11.00
 
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