PAZZI PER L'IPAD
Tutto quello che avreste voluto sapere sul tablet di ultima generazione della Apple
Il 28 maggio 2010 è scattata l'”ora x” e i tecnofili d'Italia hanno assaltato i punti vendita hi-tech, pronti a tutto per mettere le mani sulla tavoletta targata Apple, l'ultima nata della famiglia della “mela morsicata” di Cupertino, che negli Usa ha fatto il suo ingresso ad aprile e che, a detta degli esperti del settore, promette di rivoluzionare il rapporto tra internauti e multimedialità. Il tutto partendo dalla modica cifra di 499 euro.
Ma cosa si nasconde dietro questa "tavoletta magica"?
L'iPad non è uno smartphone, non è un laptop e nemmeno un iPhone. É un po' tutte queste cose insieme, con un surplus dato da massima portabilità e totale simbiosi tra utente e oggetto, che rischia di spedire in cantina tutti i suoi pur illustri predecessori.
Andiamo per gradi. Il “neonato” di Steve Jobs, Ceo di Apple, è un tablet, ossia un portatile a forma di tavoletta, in grado di riprodurre contenuti multimediali d'ogni tipo, dagli e-book alle foto ai video ai file musicali, e di navigare su Internet attraverso una connessione Wi-Fi o 3G (l'ultima frontiera della telefonia cellulare, i servizi di terza generazione).
Una soluzione intermedia tra un telefonino evoluto e un pc portatile quindi, che offre il vantaggio di un dispositivo privo delle scomode e millimetriche tastiere dei tradizionali netbook, sostituiti da una superficie di 9,7 pollici retroilluminata a Led e da un'interfaccia multi touch screen sensibilissima.
Il "gioiello" che detterà il futuro delle nostre connessioni permette inoltre l'uso di sofware decisamente più complessi, che comprendono fogli di calcolo, redazione di testi, fogli di presentazione, foto editing, music composing e database.
Tuttavia, sembrerebbe che iPad sia il classico esempio di enfant prodige che "intelligente, ma che non si applica abbastanza”. Il prodotto non ha infatti mancato di suscitare critiche, anche da parte di voci autorevoli.
Si contano una serie di deficit hardware e software: la mancanza di porte Usb, di slot per schede di memoria, di fotocamera, dettaglio non trascurabile nell'era del "culto dell'immagine", e preclude la pratica, ormai abusatissima, del multitasking.
Il blogger Paolo Attivissimo ha puntato i riflettori su alcune disfunzioni della suite iWork, che risulterebbe poco compatibile con la versione per Mac e che, a differenza del più tradizionale device, non consentirebbe alcune funzioni di Keynote e Pages.
Chissà che qualche lettore non ci stia già “sfogliando” da un iPad?