Ripercorriamo l'estetica e le invenzioni visive del designer scomparso ieri a 83 anni
La scomparsa a 83 anni di Bob Noorda, il grande designer nativo di Amsterdam ma milanese d’adozione, chiude un’epoca del design e della cultura milanese. L’avventura di Unimark International, l’agenzia di graphic design fondata da Noorda e Massimo Vignelli, rappresentò una vera e propria “summa” dell’effervescenza della Milano degli anni ’60.
Fu il metrò di Milano, simbolo del “nuovo movimento”, a renderlo una star del design nel 1962, con le famose “fasce” rosse e verdi ripetute ogni 5 metri, studiate per una perfetta leggibilità dai vagoni e imitate subito in tutte le stazioni del mondo.
Seguirono poi i grandi marchi degli anni ’70, sempre caratterizzati dall’uso del movimento obliquo e dei colori rosso e verde, che richiamano le origini olandesi di Noorda e la sua formazione all’Ivkno di Amsterdam, l’istituto che aveva ereditato gran parte della tradizione del Bauhaus tedesco.
Uno degli ultimi lavori di Noorda è stato il restyling del logo Eni: la semplice aggiunta del nome Eni all’immagine del cane a sei zampe (prima riservata ad Agip) e di una fascia rossa orizzontale che le separa è una sorta di “marchio” definitivo che Noorda imprime al minimalismo imperante nel design contemporaneo.
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