DECORAZIONI NATALIZIE
Cosa non far mancare su di una tavola di Natale....molto glamour
Il Natale si avvicina, e le case si riempiono, inevitabilmente, di decorazioni di ogni tipo. Ma per quanto ognuno cerchi di indirizzare le proprie scelte a seconda dell'arredamento della propria casa, ogni anno porta con se nuove tendenze.
Mentre alcune città italiane, come Napoli, hanno già allestito i presepi più stravaganti, in altre città si assite alla corsa all’albero di Natale più originale. Da qualche anno a questa parte non è raro vedere alberi a testa in giù che pendono dal soffitto, oppure, per chi ha poco spazio, abeti a parete, o addirittura alberi formati da bottiglie di vetro impilate.
Al di là di queste follie, ciò che più conta sono le decorazioni vere e proprie: via libera a gemme di vetro sfaccettate, di forme, colori e dimensioni diverse, per l’espressione di un Natale variegato. Le ghirlande si compongono non solo di fiori, ma anche di palline colorate, sui toni del rosa e grigio per un accostamento davvero molto chic, mentre optando per colori più decisi si può ottenere un effetto più 'pop'.
Ma la fantasia si sbizzarrisce al massimo quando si arriva alla tavola natalizia, per la quale si può spaziare fra colori classici come oro e argento, abbinati ad altre tinte come nel nordico collage argento-azzurro, o il più caldo connubio rosso-oro. C’è chi interpreta il bianco come colore basilare e immancabile su ogni tavola natalizia, oppure chi si ispira all'elegante nero che, tuttavia, per quanto lo si possa associare a paillettes e tessuti pregiati, resta pur sempre una tonalità "spenta".
Molto glamour, invece, il colore viola, che va di moda anche sulle tavole. In questo caso, però, il consiglio migliore che si possa dare è di attenersi ad uno stile piuttosto minimal: una tovaglia bianca con dei tovaglioli lilla in seta e una bella candela viola sarebbe il massimo dello chic. Un'idea molto simpatica, inoltre, quella di spargere palline in tinta sulla tovaglia o petali di fiori.
E tra gli elementi che maggiormente contribuiscono ad "arricchire" una bella tavola e a riscaldare l'atmosfera troviamo proprio i bouquet floreali nelle loro declinazioni più audaci. A Milano i fioristi si rifanno a differenti scuole di pensiero, ma ultimamente la loro arte tende ad avvicinarsi sempre più al design.
Così, forti di un tirocinio in Giappone, Paolo Lattuada e Leonardo Gussoni abbracciano le forme minimal della cultura nipponica, assemblando minibouquet composti da rose, lamponi e bacche di mirtillo, il tutto avvolto da una foglia verde che cinge la composizione come fosse sushi.
Più barocca è la scelta di Antonella Ambrosini, de "La Gardenia", che ostenta tutte le virtù italiane in un bel bouquet abbondante che accosta rose, lavanda e gelsomino. Decisamente più severo, invece, lo stile di Giulio Giannoni, fondatore della "Bottega Numero 9", che preferisce l’unione di pochissime varianti floreali, per un risultato decisamente sobrio.