REGGISENO RICICLATO CONTRO IL TUMORE AL SENO
"Bra-Recycling": la catena di palestre Curves in favore della ricerca contro il cancro
Gli antichi romani lo chiamavano mammillare o strophium, a seconda che dovesse contenere e comprimere o soltanto sostenere il giunonico décolleté delle matrone. Da allora ne ha fatta di strada il reggiseno, il capo d'abbigliamento femminile per eccellenza. Ripudiato dalle femministe, che ne esibivano il "rogo" sulle pubbliche piazze al grido di “l'utero è mio”, è tornato alla ribalta nel decennio glamour degli Ottanta, diventando un oggetto di stile imprescindibile in ogni total look che si rispetti.
A balconcino, a triangolo, push up, a bustino per i cosiddetti seni “forti” o a fascia in versione sportiva. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le taglie. Ogni donna conserva nel proprio guardaroba un buon numero di reggiseni dismessi, sgualciti, sformati, stinti, che non osa più indossare, ma che è restia a buttare via.
Se non volete che il destino di questi vecchi capi sia in un bidone dell'immondizia o, peggio ancora, l'oblio a tempo indeterminato nel fondo di un cassetto, da oggi potrete indirizzarli ad uno scopo nobile: la lotta contro il tumore alla mammella.
Curves, la catena di palestre dedicate al fitness al femminile, ha infatti lanciato un'iniziativa dal titolo “Bra-Recycling” , attraverso la quale i reggiseni in disuso verranno raccolti e riciclati, per poi devolvere i proventi all'associazione Susan G. Komen Italia, che si occupa di ricerca scientifica.
Per ogni chilo di capi Curves donerà 1,10 euro per combattere una malattia che figura tra le prime cause di morte delle donne e per la quale non è ancora stata trovata una cura risolutiva.