Una ricerca svela le cifre esorbitanti dello shopping milanese
150 milioni di euro per corso Vittorio Emanuele, 100 milioni per via Torino, 65 per corso Buenos Aires, l'arteria commerciale con oltre 350 punti vendita, un totale di 200 milioni per la sola zona del Duomo.
No, non stiamo dando i numeri, se è questo che state pensando. Sono i dati presentati dalla Camera di Commercio di Milano e raccolti per la ricerca “Shopping a Milano” condotta nel 2009 dall'Università Iulm.
È il giro d'affari, espresso indirizzo per indirizzo, che il capoluogo meneghino è riuscito ad innescare grazie alle sue boutique esclusive e ai suoi numerosi eventi fashion, dalle sfilate ai party a porte chiuse che gli stilisti più prestigiosi organizzano nei luoghi più "in" della metropoli.
Lo shopping costituisce insomma una fetta considerevole delle entrate cittadine. Milano ha davvero il physique du role per competere ad armi pari con le altre grandi capitali della moda internazionali, da Parigi a Londra a New York.
Il 70%dei turisti raggiunge il capoluogo lombardo per fare acquisti di capi d'abbigliamento e accessori.
Arrivano soprattutto da Svezia, Spagna e Germania, si dirigono a passo sicuro verso i "templi" del fashion business milanese, gironzolano nel quadrilatero della moda in cerca di occasioni, dalle botteghe ultrachic di via Montenapoleone si spostano ai negozi alternativi di corso di Porta Ticinese, fino ai punti vendita delle più grandi maison, con un solo obiettivo: comprare.
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