ISABELLE ADRIANI: "IO, ISPIRATA DA OCCHI DI GATTO"
L'attrice ci racconta come è entrata nei panni della bruna misteriosa di "Faccio un salto all'Avana"
Entrare in un personaggio non significa solo immergersi nel suo microcosmo emotivo, ma vestire anche i suoi panni...e non solo in senso figurato!
Ne sa qualcosa Isabelle Adriani che, per interpretare una bruna misteriosa (che fino all'ultimo non capiamo se è una spia, un killer o altro) in "Faccio un salto all'Avana", ha dovuto indossare delle tutine poco in sintonia con il clima di Cuba, location del film.
L'attrice-scrittrice umbra (vista di recente anche in "Che bella giornata", "Immaturi" e "C'è chi dice no", oltre che nella fiction "Capri 3") ce l'ha raccontato durante una simpatica intervista, in cui ci ha svelato anche che...
A chi ti sei ispirata, anche a livello di look, per questo nuovo ruolo?
"A Occhi di gatto, un cartone animato degli anni'80, con protagoniste 3 sorelle specialiste in furto. Attività che svolgono con sensuali tutine nere".
Sullo stile di quelle che hai indossato in "Faccio un salto all'Avana"?
"Esattamente. Quando ho fatto la prova costumi a Roma ero entusiasta, lo sono stata un po' meno sotto il sole di Cuba! Però devo dire che andare in giro con il tacco 12 e la tutina in lattice è stato tosto, ma divertente".
Il tuo personaggio è una misteriosa dark lady...
"Si, è una sorta di 'agente all'Avana' che svela solo alla fine la sua vera identità. Nel film non si vedono, ma inizialmente erano previsti anche degli accessori alla James Bond. Non a caso il personaggio, in realtà, si chiama Eva come Eva Kant. Dovevo cercare di essere super-vamp e al tempo stesso mantenere una professionalità svizzera. Non vi dico com'era difficile rimanere seria, soprattutto su un set così colorato!"
Quanto è difficile che in Italia vengano proposte ad una donna parti come queste?
"Mi è già capitato di interpretare un commissario, ma devo ammettere che capita raramente. Non a caso la sceneggiatura di Faccio un salto all'Avana prevedeva inizialmente un uomo al posto mio. All'estero è diverso: non ci si ferma alla fisicità e se fai anche altro, oltre all'attore, sei apprezzato. Da noi invece ci sono troppi ruoli limitati e limitanti".
Ti è mai capitato di lavorare in set stranieri?
Si, ho partecipato a The American che aveva per protagonista George Clooney. Davvero un'altra realtà cinematografica.
E arriviamo alla conclusione classica: prossimi progetti?
Ne ho diversi in cantiere e presto mi vedrete nella serie Il Commissario Zagaria con Lino Banfi.