PALAZZO MORANDO DEDICA QUATTRO MOSTRE ALLA MODA
Un antico palazzo donato alla Cittą dalla contessa Lydia Caprara Morando si trasforma in centro culturale per artisti, stilisti e creativi
Parlare di "museo della moda" non sarbbe corretto per Palazzo Morando che, con le 4 mostre appena inaugurate, si profila invece come un museo per la moda.
Dire museo per la moda significa infatti non arrestare la sua continua ricerca, sottolineare il suo essere in divenire, la sua sperimentazione, e dare a chiunque la possibilità di completare il progetto già avviato.
E’ così che Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano, inaugura il programma di mostre promosso a Palazzo Morando dal 2 marzo al 2 maggio.
Come vestiva la Milano spagnola? Come la Milano asburgica e come ancora la Milano Italiana?
Ce lo racconta la mostra "Milano e lo stile di una città tra Settecento e Novecento”, composta da abiti e dipinti provenienti dalle 'Civiche Raccolte Artistiche' del Castello Sforzesco, che ora vengono finalmente convogliati in 1 sola esposizione che narra la storia dei costumi milanesi a partire dal XVIII secolo.
"La Collezione Tirelli. Costumi dell’atelier tra cinema e teatro", curata dal 'Premio Oscar' Gabriella Pescucci, è invece una mostra che permette di ammirare gli abiti di scena realizzati dalla sartoria Tirelli per teatri di posa e per i grandi film. Ogni donna guardandoli non può fare a meno di desiderare di indossarli almeno per una volta nella vita...
Dedicata ai dettagli è invece l’esposizione "Dettagli di Moda – gli anni Venti e Trenta nella collezione Mangiameli”, composta da fibbie, spille, borse collezionate dalle sorelle Mangiameli che le avevano poi reinventate per adattarle alla moda corrente. Si tratta di incantevoli particolari che ricostruiscono la vanità della donna nelle piccole cose.
"Il filo dei sogni – Frette 1860-2010” è una mostra nata innanzitutto per celebrare i 150 anni della maison, ripercorrendo simboli e sogni che l’hanno fatta crescere e diventare uno dei marchi più affermati del panorama italiano, ma anche e soprattutto la concezione dell’abbigliamento intimo di una donna, condizionato di volta in volta dalla modestia, dalla pruderie e dai canoni della seduzione.