FESTIVAL DI MANTOVA. E TU, CHE LETTORE SEI?
Tornano, dall'8 al 12 Settembre 2010, gli incontri con scrittori italiani e internazionali
“Leggo per legittima difesa”, ha confessato il mordace Woody Allen. “Non posso vivere senza libri”, ammetteva il presidente Thomas Jefferson di fronte ad una nazione americana che arrancava sulla difficile strada dell'alfabetizzazione. Il padre della nostra lirica, Francesca Petrarca, scriveva di essere un insaziabile lettore, incapace di staccare gli occhi dalle pagine. Ognuno di noi coltiva un rapporto del tutto personale con la letteratura. E voi, vi sentite più "topo da biblioteca" o occasionale assaggiatore di piccoli "gourmet editoriali"?
Al Festival della Letteratura di Mantova, giunto quest'anno alla sua 14° edizione, si cerca di accontentare un po' tutti i palati. Si aprono le danze domani, 8 Settembre, con il tradizionale saluto inaugurale in piazza delle Erbe, e si prosegue fino a domenica 12 Settembre 2010, coinvolgendo via via l'intera città dei laghi.
Filo d'Arianna della kermesse 2010 sarà il contronto culturale. Non a caso, le categorie di scrittori maggiormente sotto i riflettori saranno i giovani emergenti e i nomi internazionali. Invece di focalizzare l'attenzione sui "purosangue" favoriti, quelli che cavalcano le stagioni librarie da tutta una vita, Mantova preferisce puntare su freschi puledri che si accingono alla loro prima corsa editoriale.
Il progetto “Scritture Giovani”, che sotto i propri stendardi ha visto transitare scrittori che sono ormai delle certezze - come Valeria Parrella, Davide Longo e Flavio Soriga – invita a tenere sott'occhio per i prossimi anni Dora Albanese, Catrin Dafydd, Stefania Mihalache e Clemens Setz.
Un posto d'onore è riservato anche alla cultura africana e ai suoi primi passi nel mondo della tecnologia. Gli incontri sono con le opere afrofuturiste dell'artista nigeriana Fatimah Tuggar e con la fiera 'Maker Faire Africa', che presenta le innovazioni del continente.
Tra i “pezzi grossi”, i premi Nobel per la letteratura Vidiadhar Surajprasad Naipaul e Seamus Heaney. Il primo noto per le sue critiche sul post-apartheid sudafricano che, come ha denunciato, ha realizzato per i neri un'integrazione solo parziale. Curiosamente, l'altra testa coronata condivide con lo scrittore britannico l'interesse per le difficili situazioni politiche. Si tratta, infatti, di un poeta nordirlandese che riflette le aspirazioni indipendentiste della propria terra.
E ancora, l’autore di spy-story Frederick Forsyth, il narratore statunitense Edmund White, la giapponese Natsuo Kirino, autrice di un romanzo estremo, che narra di un manipolo di uomini alle prese con una sola donna nel bel mezzo di un'isola deserta, e lo scrittore per ragazzi Tony Ross, il “papà" degli albi illustrati “Gisella pipistrella”, “Paolona Musona” e “Un tortino di mammut”, editi da Castoro. Oltre a John Berger, Joseph O'Connor, Azar Nafisi, Hanif Kureishi e Lizzie Doron. Torna a Mantova, infine, l'apprezzatissima penna israeliana di Amos Oz.
E gli italiani? Non hanno bisogno di presentazioni Corrado Stajano, Piero Dorfles, Mauro Corona, Antonio Pennacchi (ultimo Premio Strega), Michela Murgia (fresca di vittoria al Campiello) e Niccolò Ammanniti.
Tra i fuori programma, segnatevi in agenda l'incontro con Giovanni Impastato, che in memoria del fratello Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978, ripercorrerà la nascita e la breve vita di Radio Aut, l'emittente di controinformazione fondata tra Cinisi e Terrasini, la cui trasmissione “Onda Pazza”,“satiro-schizo-politica sui problemi locali” creata appunto da Peppino, osò sfidare il potere di Cosa Nostra e del boss del paese Gaetano Badalamenti (“Tano Seduto” da “Mafiopoli”) con le armi affilate e pacifiche della parola e dell'ironia.