"QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO"
Chiara Boni, un libro fotografico dove le donne parlano con lo sguardo
Anche in silenzio, le donne parlano. Quelle di Chiara Boni, pur silenziose, sono estremamente eloquenti: parlano con gli occhi, col sorriso, col volto e con l'abito.
Sono donne normali, quelle immortalate nei 21 scatti del libro fotografico "Quello che le donne non dicono", presentato lo scorso 15 luglio a S. Spirito in Sassia (Roma), nel corso della settimana dell'Alta Moda Romana.
Sono una cuoca, una restauratrice, una ballerina della Scala, fotografate accanto a nomi famosi come la "giornalista" Stella Pende, Lina Sotis, Malika Ayane: sono donne di cui, attraverso la fotografia, Chiara Boni ha voluto sviscerare timidezze e paure, indagare timori, forze e debolezze.
Ad aiutarla, per alcuni dei suoi soggetti, 5 abiti in 'total white' realizzati in jersey ricamato da mani esperte di alta sartoria, indossati dalle sue modelle per valorizzarle ulteriormente. La stilista, coadiuvata per le acconciature da Adalberto Vanoni, direttore artistico di Aldo Coppola e de L'Oréal, si è cimentata per la prima volta dietro l'obiettivo, e l'ha fatto con successo, dimostrando che non serve essere 'top' per fare le 'modelle' e che un'istantanea può dire più di molte parole.
Chiara Boni è una stilista fiorentina che inizia la propria carriera nel 1971 aprendo a Firenze una boutique in cui propone abiti da lei realizzati. Sono sensuali e ironici, ricchi di dettagli, orientati a valorizzare la figura femminile.
Sfila per la volta ad Alta Moda Roma nel 2004, mentre nel 2006 conferma la predilezione per i tessuti elasticizzati con una collezione di abiti che non richiedono di essere stirati.
Ma non solo la moda rientra tra le sue passioni, o almeno non la moda fine a se stessa: oltre a partecipare ad alcune trasmissioni tv (tra cui come concorrente a "Ballando con le stelle" nel 2006), disegna costumi teatrali e scrive libri tra cui"Vestiti, usciamo", pubblicato per Mondadori.
La mostra "Quello che le donne non dicono" testimonia l'ultimo eclettico sforzo della stilista toscana, da sempre orientata alla valorizzazione della moda e della figura femminile.