TUTTI PAZZI PER IL POLO
A Dubai la "Cartier international"
Il 26 marzo 2010, sotto il patrocinio di sua maestà la principessa Haya Bint Al Hussein, moglie del vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti e reggente di Dubai, è andata in scena “The Cartier International Dubai Polo Challenge”, per il quinto anno consecutivo ospite della cornice del Desert Palm Resort e del Polo club di Dubai.
Quale location più adatta per una gara di polo, attività da sempre considerata appannaggio di famiglie facoltose e ricchi uomini d’affari, di Dubai, una "cattedrale" di lusso edificata in mezzo al nulla, il cui fascino non sembrerebbe scalfito più di tanto dal recente tracollo finanziario che ha colpito l’Emirato.
Passione, tradizione, eleganza sofisticata per un uomo dalla vocazione sportiva. È il marchio di fabbrica di Cartier, “il re dei gioiellieri”.
Ogni anno, puntuale, il trend della maison si riflette nello specchio mondano di questa competizione, che attira appassionati di polo e i migliori giocatori di questo sport.
Ma questo evento così elitario fa da calamita anche tra vip e celebrities. Il premio in palio era un trofeo in oro firmato Cartier.
A tentare di aggiudicarselo, la stessa squadra di Cartier, che ha potuto contare tra le proprie fila tanti nomi “altolocati”, tra cui spiccano il saudita Amr Zedan, l’industriale indiano Sunjay Kapur e l’inglese Chris Hyde. Il gruppo ha fronteggiato il Desert Palm team, capitanato dal Ali Albwardy, proprietario dello stesso resort in cui si è svolta la sfida, il Qatar Airways team e, infine, il Julius Baer team.