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L'EUROPA DICE ADDIO ALL'ORIENT EXPRESS

Dopo 126 anni termina definitivamente il leggendario servizio ferroviario

Ha “incarnato” le fantasie e l’immaginario del lusso nella modernità: per questo la chiusura definitiva dell’ “Orient Express”, decisa per la prossima settimana dopo 126 anni di servizio, è un sipario che cala su molte fantasie (anche controverse) di 'progresso utopistico' che hanno fatto la storia del XX secolo.

Era il 4 ottobre 1883 quando Georges Nagelmackers, membro di una facoltosa famiglia belga di banchieri, dava idealmente inizio alla Belle Epoque. Il sogno di coniugare le conquiste della tecnologia con un immaginario di eleganza e bellezza partiva proprio a bordo dei primi vagoni dell’ “Orient express”.

Le radici dell’ “Orient express” stavano nella cultura americana, nei viaggi epici e e popolari sognati da Walt Whitman. L’idea di un treno che unisse Oriente e Occidente venne a Nagelmackers dal suo rapporto con George M. Pullman, inventore del moderno concetto di trasporto pubblico.

Fu Pullman a guidare nel 1867 il primo viaggio coast to coast attraverso l’America, in vagoni letto di lusso. L’impresa si rivelò più difficoltosa del previsto ma carica di significato per l’ingegnere belga, che vi partecipò e passò i 20 anni successivi a progettare il futuro dei viaggi in Europa.

Il risultato fu l’epopea dell’Orient Express, che per tutta la prima metà del ‘900 fu il simbolo dell’Europa unita. I suoi 3 rami, l’Orient Express vero e proprio, il "Simplon Orient Express" e l’"Arlberg Orient Express", furono aperti tra il 1885 e il 1935.

Parigi e il Vicino Oriente erano collegate attraverso tre distinti percorsi: i primi due erano paralleli, attraverso l’Italia, il Passo del Sempione e l’Ungheria, mentre il terzo attraversava verso sud i Balcani fino ad Atene.

A bordo dell’Orient Express si respirava un’atmosfera "fuori dal tempo", fatta di ispirazione artistica, di intrighi e passioni tra aristocratici e affari mondani. Bram Stoker, Graham Greene e Agatha Christie raccontarono “in diretta” con le loro prose la storia dell’Orient Express, sospesa tra realtà e immaginario lussuoso ed esotico; nel caso della Christie, fu a bordo del treno che nacque l’amore con l’archeologo Max Mallowan.

Ma già si profilava lo spettro della Seconda guerra mondiale, da cui l’Europa sarebbe uscita con una 'nuova cultura', più "diffidente" nei confronti del lusso, ma anche nostalgica della Belle Epoque. La nascita del “Trans Europa Express” sottolineava la 'nuova concezione', più concreta e “umana”, della tecnologia dei trasporti.

Nel frattempo l’OE si “spegneva” lentamente, diventando soprattutto un oggetto adatto a icone pop in bilico tra nostalgia conservatrice e fantasie visionarie come James Bond, l’illusionista David Copperfield (che fece sparire un vagone ristorante) e il musicista elettronico Jean Michel Jarre.

Proprio nel 1977, anno in cui i Kraftwerk pubblicavano “Trans Europa Express”, concept album dedicato alla storia del trasporto ferroviario in Europa, l’Orient Express interrompeva il servizio Parigi-Istanbul.

Seguirono 30 anni di interruzione progressiva del servizio e di trasformazione in un “treno-museo” con arredi d’epoca, usato da pochissimi facoltosi passeggeri sul solo percorso Parigi-Vienna.

Nell’era del trasporto low-cost, l’Orient Express non sembra particolarmente "rimpianto", forse perché l’arrancante inizio del nuovo secolo non ha certo le stesse ambizioni che portarono alla nascita della “Transeuropa di lusso”. Nel bene e nel male.

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Autore: Stefano Aicardi
09/12/2009 - 11.23.00
 
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