QUANDO A TAVOLA SI DECIDEVANO LE SORTI DELL'UMANITÀ
Premiata Antonella Laudisi per "Ruperto de Nola - un cuoco alla corte di re Ferdinando"
''Attorno ad una tavola imbandita si decidono le sorti dell'umanità, si stabiliscono patti di sangue, si celebrano nozze, si dichiarano amori, si consumano addii. Il cibo era ed è ancora adesso al centro di ogni cosa: il cibo come moda, come metafora del sesso, come rimedio alla solitudine, come piacere”.
Così Antonella Laudisi, scrittrice e giornalista de Il Mattino di Napoli, commenta la propria scelta di riprodurre l'originale del volume “Libro de Guisados”, stampato per la prima volta nel 1529, in catalano e dedicato alla figura del cuoco Ruperto de Nola, lo chef nato in Catalogna che prestò i suoi succulenti servigi alla corte di Re Ferdinando di Napoli.
Il testo è valso alla sua autrice il premio 'Ruperto di Nola', assegnatole il 5 Luglio dalla giuria Slow Food - Condotta dell'Agro Nolano, il cui scopo è quello di sostenere la difesa e la promozione del patrimonio eno-gastronomico dell'agro nolano-vesuviano.
Una ricchezza insidiata dalle pratiche “mordi e fuggi” propugnate dai fast food collaudati oltreoceano, che tendono a banalizzare l'atto conviviale all'insegna di un consumo fulmineo dei pasti, mirato esclusivamente a riempire lo stomaco.
Il fenomeno, innanzitutto culturale, strada dopo strada sta colonizzando la vecchia Europa e, spesso, rappresenta un pericoloso impoverimento per le tradizioni agroalimentari locali. Laddove c'era varietà e qualità – e in Italia l'eccellenza a tavola è un dato di fatto – il passaggio travolgente dei nuovi "templi" del consumo alimentare si lascia alle spalle un paesaggio desolatamente omologato.
Benvengano quindi le riedizioni di opere, come quella curata dalla Laudisi, che celebrano come esempi di virtù personaggi della cucina italiana che fu. Sapere da dove veniamo ci insegnerà forse la strada più giusta da intraprendere. Ruperto de Nola era un autentico artista dei fornelli che, come precisa la Laudisi, “ci ha regalato una cucina che non spreca nulla e che valorizza''. Facciamone tesoro.