'SLOW FOOD' VUOLE "NUTRIRE MILANO"
Recuperando il rapporto della cittą con la "sua" campagna
Ricollegare i milanesi al loro territorio, attraverso un ritrovato "legame" alimentare dei cittadini con i prodotti della loro terra, per celebrare e rappresentare la città anche, ma non solo, in funzione dell’Expo 2015.
Con questo intento 'Slow Food' ha presentato il progetto "Nutrire Milano" per valorizzare le produzioni locali e le risorse del terreno milanese favorendo l’incontro tra cittadini e produttori agricoli.
L’idea si basa anche sulla ricchezza alimentare che il Parco Agricolo Sud Milano è capace di offrire ai, vicini, “cittadini” di riferimento, magari, ribaltando l’esito di una ricerca, realizzata da Ipsos, che sottolinea come gli abitanti del capoluogo lombardo apprezzino la produzione, cosiddetta, a "km zero", solo nel 44% dei casi, contro una media nazionale che si posizione al 76%.
E, quindi, Slow Food si propone anche di migliorare la conoscenza di questo “polmone verde” poco conosciuto dai confinati metropolitani, solo il 39% degli intervistati conosce il Parco.
Le azioni previste per il raggiungimento del duplice obiettivo passerebbero da una ricostruzione delle filiere e dall'attivazione di servizi e mercati che favoriscano l’incrocio di domanda (da parte della città) e di offerta (da parte della campagna).
È stato realizzato anche un sito web dedicato attraverso cui poter seguire l’andamento dell’iniziativa www.nutriremilano.it, contenente: mappe multimediali, network, luogo di confronto tra contadini e consumatori con possibilità commento sui contenuti e scambio di idee, racconti di contadini delle cascine.
E quindi per restituire al cibo un valore ulteriore, rispetto al solo aspetto "mercificato", "Nutrire Milano" si propone di favorire un processo di consolidamento del dialogo città-campagna, facendo leva sul recupero della filiera corta, anche agevolando i concetti di cibo di prossimità, a partire dell’esperienza del "Mercato della Terra" di Milano, per continuare poi con la ristorazione collettiva (ospedaliera e scolastica) a base di materie prime locali e organizzando gruppi d’acquisto.