CONSIGLI PER UN PERFETTO BRINDISI NATALIZIO
Intervista a Delphine Veissiere, titolare della champagneria La Flute di Milano
Trasversale ai bisogni del mercato, lo champagne non sparisce mai dalle tavole dei buongustai, neanche nei momenti di crisi. Anzi, proprio nei periodi meno felici per l’economia la sua richiesta aumenta, forse per la sua capacità di "consolare" gli animi più tristi. In fondo, in "tempi bui" qualche vizio bisognerà pur permetterselo.
Abbiamo intervistato la signora Delphine Veissiere, titolare della rinomata champagneria La Flute di Milano, sorta nei pressi del Castello Sforzesco.
Qual è la vostra selezione? Su cosa si basa?
"Per il 90% ci basiamo sullo champagne, attraverso una meticolosa selezione da me operata su quattro territori francesi. Il primo è Reims, una zona pregiatissima per il Pinot nero e gli champagne molto strutturati, che rappresentano il lato 'maschile' di questo vino, per la loro corposità. Un’altra zona è la Cote des Blancs, dove viene prodotto lo Chardonnay, di colore bianco, che richiama invece profumi molto più 'femminili'. Sono vini il cui sapore richiama le note agrumate, vini freschi, leggeri, raffinati. Gli champagne di questo territorio rappresentano la parte più elegante, per il loro spirito. La Valle della Marne è famosa per il Pinot meunier, una qualità meno pregiata, poichè qui si fanno per lo più assemblaggi per rendere vino più tondo. Quello prodotto in questa zona lo definirei uno champagne 'unisex', come usiamo dire in Francia. L’ultima zona è la Cote de Bar, dove c’è una produzione mista di Pinot meunier e champagne commerciali."
Quali sono gli champagne più richiesti dai clienti?
"La storia è cambiata da un anno a questa parte, più o meno. Ultimamente la richiesta si rivolge maggiormente agli champagne più strutturati e poco zuccherini, come il Pinot nero. Molto richiesti sono il Billiot e il Roger Brun del ’95."
Quale consiglia di portare sulle tavole natalizie?
"Sicuramente un nero strutturato, perchè si abbina molto bene ai cibi invernali. Direi proprio il Roger Brun, anche perchè il ‘95 è stato un’annata eccezionale."
Perchè, secondo lei, nonostante la crisi si continua a comprare champagne?
"Questa tendenza è stata molto forte anche in tempi di guerra, credo si tratti di prodotti che non seguono l’economia. Il mercato sta cambiando e non è più collegato alla crescita o decrescita economica. Oggi il cliente vuole spendere per un prodotto di nicchia, che ha personalmente selezionato dopo che io gli ho spiegato la sua storia. E’ un pò come lo slow food, come il trend che stanno attraversando i cibi di produzione locale."
Champagneria La Flute
Via Emanuele Filiberto, 4 – Milano
Tel 02.33105759
E-mail info@laflute.it