TERMINA LA LONDON FASHION WEEK
Nuovi stili e tendenze: cosa indosseremo secondo gli inglesi?
La settimana della moda inglese si è aperta con un minuto di silenzio osservato per la morte del grande stilista scomparso, Alexander McQueen.
Il tributo è partito direttamente dai vertici della British Fashion Council ed è stato un momento di tristezza, ma al contempo una riflessione sulla carriera di un uomo che ha fornito un enorme contributo alla moda internazionale. Probabilente la sua collezione, assente in questo appuntamento, sarà portata sulle passerelle parigine il prossimo 9 marzo.
Presenti invece alla London Fashion Week tantissime altre firme del panorama mondiale, accanto alla nuove proposte giovanili, che hanno contribuito a "rinforzare" la rosa di tendenze proposte per la prossima stagione autunno inverno.
Colori, colori e colori: per molti marchi sono il monito sulle passerelle, tanto che alcune collezioni sarebbero state più indicate per la stagione primavera-estate.
Se c’era da aspettarselo da Paul Smith, che con le sue tinte accese come il giallo limone, l’arancio, il blu e il viola elettrici ha creato un must di 'mixage' con l’accostamento a tonalità scure per una tendenza più autunnale, la vera novità è quella di House of Holland, che ha conquistato le passerelle confermando il suo stile eccentrico, con modelle vestite da "gangster girls" di New York che hanno sfoggiato tinte vivaci come il celeste, il rosa, il viola.
E se il colore è stato la chiave di molte collezioni, Matthew Williamson lo abbandona per dedicarsi ad un target più maturo, senza lasciare però da parte la verve cromatica che è il tratto distintivo del suo marchio.
Stravagante la Westwood che, sempre attenta al sociale, per la sfilata 'Red Label' si è ispirata ai temi del surriscaldamento planetario e dei cambiamenti climatici. “Loyality 2 Gaia” è lo slogan che per la nota stilista inglese riassume la sua collezione, al punto di stamparlo sulle t-shirt. Per il resto, i suoi abiti hanno attinto a diverse tendenze.
Il giovane stilista Aggugini ha portato in passerella una storia, quella di Juliette Récamier, una francese che osò sfidare Bonaparte, e tutta la sua collezione si ispira alla Francia napoleonica. Tra i candelabri del XIX secolo hanno sfilato modelle vestite di tuniche in stile militare, in abiti a stampi laser, dove il colore ha svolto ancora una volta il suo ruolo di incontrastato protagonista.
'Cyber punk' per Fashion East, sempre nuova proposta, che ha fatto della pelle il suo must. Pelle in tutti i sensi, dai lunghi stivali al ginocchio, a quella delle modelle, ampiamente mostrata dai trafori e dalle reti proposte, declinate in diversi capi: miniabiti, pantaloni attillati, calze e t-shirt.
Accanto alla pelle la pelliccia: è così che sfila la donna di Unique, per un look selvaggio ed estroso. Ed ancora pelle con Christopher Kane, che però la associa al pizzo, creando insoliti fiori per decorare abiti corti e dalle linee sottili.
In contrapposizione a queste eccentriche proposte, che hanno irrotto sulle passerelle per la loro 'bizzaria', c’è stato anche chi ha presentato modelli meno "chiassosi", come Antonio Berardi, che ha lanciato in passerella abiti perfettamente modellati sul corpo, per figure essenziali.
Tornando alla pelle e ricollegandoci all’ecosostenibilità rievocata da Vivienne Westwood, le scarpe di Mughal sono prodotte con pelli riciclate e a chilometro zero.
Concludendo, gli elementi che secondo gli inglesi non dovranno mancare nel nostro guardaroba per il prossimo autunno-inverno sono abiti colorati, meglio se minidress attillati, pelli e pellicce. Occhio all’ambiente però!