GLI ORIZZONTI DELLA MODA ECO-FRIENDLY
Fibre eco-compatibili e produzione a impatto zero diventano i nuovi dettami dell'industria fashion
Lo sfruttamento delle risorse terrestri e il conseguente impoverimento del Pianeta vengono portati all’attenzione del pubblico anche da parte della moda, che abbraccia la causa “verde” diventando sempre più eco-friendly. Se da un lato aziende già conosciute nel mercato mondiale si convertono alla produzione a impatto zero, dall’altro nuovi marchi si posizionano all’orizzonte.
Uno di questi è Kin, per cui è più corretto parlare di “filosofia”. Kin è una parola presa in prestito dal vocabolario Maya e significa 'giorno'. "Un giono nasce quando il sole sorge" ed è proprio questo che determina la sopravvivenza delle specie. Pertanto il Kin assume un significato di vitale importanza. I prodotti dell’azienda sono al 100% ecosostenibili, dai materiali utilizzati al packaging e concernono il settore delle calzature e dell’abbigliamento.
Per il momento le scarpe realizzate sono tutte sportive e si prevede una linea di infradito per la prossima stagione. Kin si oppone allo spreco privilegiando il riutilizzo e il riciclo dei materiali, ma non dimentica la componente estetica. D’altronde stiamo parlando di moda!
"Impatto zero" anche per le proposte di due colossi del denim, Diesel e Levi’s. Quest’ultimo inaugura il “Levi’s 5.01 Day”, giornata dedicata ad ogni tipo di volontariato.
Diesel invece invade i media con pubblicità che hanno per tema il surriscaldamento globale, con immagini forti di come sarà la Terra in seguito a questa catastrofe. Provate a immaginare: la Cina diverrà deserto mentre a Venezia i piccioni di Piazza San Marco saranno rimpiazzati da variopinti pappagalli.
"Pubblicità progresso" anche per la coppia di designer francesi Marithé + Francois Girbaud, con immagini che sembrano strappate a un "reportage di guerra", legate allo sfruttamento delle risorse ambientali da parte dell’uomo. La riflessione etica influenza la loro linea di abbigliamento che fa dei jeans il capo must, visto che la differenza climatica tra le stagioni è annullata dai danni inflitti al Pianeta.
Nella City di Londra nasce invece la filosofia “Estethica”, connubio tra “etica” ed “estetica”, che combina le tematiche ecologiche al fashion business.
Supportata dal British Fashion Council, 'Estethica' è già stata assimilata dai grandi marchi inglesi Monsoon e Accessorize, ma soprattutto dalle grandi firme del lusso come Christian Lacroix, JF, Betty Jackson e Ciel Organic.
Chi l’ha detto che eco-friendly non possa voler dire anche eleganza? Viridis Luxe, marchio che si distingue per il suo design sofisticato, utilizza soltanto materiali eco-compatibili e fibre naturali. Proliferano nella capitale inglese le boutique eco-solidali, come Harvey Nichols e Liberty, dove una parte del ricavato delle vendite viene devoluto ad associazioni come “Friends of the Earth” oppure “Oxfam”.
Chi più ne ha più ne metta e così anche le star del jet-set internazionale si fanno portatrici di messaggi per la salvaguardia ambientale.
Bono Vox, veterano delle cause sociali, e Leonardo Di Caprio, sono più volte inetrvenuti in difesa dell’ambiente. Le spinte alla riflessione provengono da ogni parte e ci auguriamo che la moda, con i suoi testimonial, possa essere una perfetta ambasciatrice della causa globale.