I 100 ANNI DI ERMENEGILDO ZEGNA
Dalla mostra in Triennale dedicata al gruppo, al libro che celebra un secolo di stile
Sarà che i numeri tondi fanno sempre più scalpore, ma nell'immaginario dei 100 anni di Zegna c'è qualcosa di più che un semplice secolo. C'è il fascino di una storia, quella di un orologiaio, Angelo Zegna, che nella seconda metà dell'800 decise di aprire un laboratorio tessile, poi preso in carico da suo figlio Ermenegildo. E, scusate la romanticheria, ma chissà se allora venne in mente ai suoi fondatori che quel laboratorio sarebbe potuto diventare un grandissimo marchio internazionale di alta moda, che avrebbe dato lezioni di stile.
Era il 1910 quando a Trivero nacque il Lanificio Zegna, che produceva tessuti di alta qualità, importando materie prime selezionate dall'Australia e dal Sud Africa. Alla fine degli anni '30 l'azienda aveva già più di 1.000 dipendenti ed esportava negli Stati Uniti. Da allora la storia fu quella di una crescita di qualità, che si tradusse nell'apertura dei primi monomarca nel mondo già negli anni '80.
Nella mostra allestita alla Triennale di Milano, per celebrare il passaggio di Zegna al secondo secolo di vita, si possono ammirare i cassettoni di legno numerati che gli operai hanno usato e usano ancora oggi per custodire i rocchi di filo. Ci sono i taccuini su cui Ermenegildo annotava le tecniche di lavorazione, le balle di cashmere così come arrivavano dai paesi lontani, le lane pregiate come la vicuna, una lana peruviana che si raccoglie solo ogni 2-3 anni, mentre si sentono i rumori dei telai importati dalla Gran Bretagna.
E poi le foto che immortalano 4 generazioni dedite all'impresa familiare, come quelle che mostrano il fondatore in viaggio per l'America alla ricerca del mercato, o quelle con personaggi famosi. Non potevano mancare le collezioni dal 1968 ad oggi. E, su tutto, il libro dedicato a questo grandioso centenario: “Cento anni di tessuti, innovazione, qualità e stile”, per celebrare un'azienda che non ha mai pensato solo al business e che ha riservato grande attenzione alla propria etica e all'ambiente.
Il libro, che riporta le firme di illustri critici e colonnisti, è diviso in 4 sezioni che illustrano i 4 percorsi di Zegna: La Mente, La Mano, Lo Stile, L'Ambiente. La prima parte traccia la storia di Zegna, dalla nascita del Lanificio alla sua internazionalizzazione. La Mano mette in risalto l'importanza dei gesti di tante persone diverse, dalla cura per la scelta della materia prima, fino alla realizzazione finale del prodotto. Lo Stile è un'analisi, svolta dall'attenta penna della commentatrice di moda Suzy Menkes, che parte dalla nascita dell'abito a due pezzi fino al diktat che veste l'uomo contemporaneo. Infine, l'Ambiente, è una riflessione sui valori dell'azienda che si identificano con il rispetto per la natura, per la cultura e per l'arte.
La collezione Zegna per la prossima P/E 2011 veste un uomo meno formale e alla ricerca del comfort, che si avvicina ad accostamenti arditi come il doppiopetto con i pantaloni di cotone a righe, o ad abiti comodi, come la camicia col colletto guru. Niente cravatta, ma foulard, niente cintura, ma un laccetto di pelle cinge la sua vita, niente 24ore, ma una sacca di cuoio sulle sue spalle.
Poi c'è la firma di Alessandro Sartori sui calzoni corti, sulle giacche stropicciate, sulla nonchalance dei patchwork verticali che mescolano cotoni grigi e mattone. E' questa l'eredità che ha lasciato nonno Ermenegildo: sapienza artigianale, imprenditorialità e fedeltà ai valori etici. Come dice Ermenegildo Zegna, ad del gruppo: “Famiglie forti fanno imprese forti e imprese forti fanno famiglie forti”. Auguri Zegna, e 100 di questi anniversari!