RANIA, LA PIÙ BELLA DEL REAME COMPIE 40 ANNI
La regina di Giordania, icona di stile e attivista per i diritti umani, festeggia in famiglia
Regina di Giordania, paladina dei diritti delle donne e dei bambini, icona di stile, moglie e madre impeccabile, fonte inesauribile di cinguettii twitteriani, con i quali comunica quotidianamente con sudditi e fan di tutto il mondo.
Ora anche splendida quarantenne. Sua Maestà Rania, consorte di re Abd Allah II, spegne oggi 40 candeline e, come si addice al suo savoir faire discreto, non ha previsto festeggiamenti pubblici, ma soltanto una piacevole giornata con i quattro figli e il marito, lontana dai riflettori.
Nata nel 1970 in Kuwait da genitori palestinesi, di ceto medio, nel 1993 incontra il pargolo del grande re Hussein di Giordania, che per tutta la vita si spese in nome della pace in Medio Oriente. Scoccò il colpo di fulmine e qualche mese dopo erano già sull'altare.
Quel giorno, Rania non si infilò soltanto la fede al dito, non pronunciò solamente le tradizionali promesse coniugali. La giovanissima palestinese, cresciuta lontana dai salotti dei "sangue blu", d'un tratto si ritrovò, per amore, con una corona in testa e una serie infinita di impegni da sbrigare nella sua nuova veste di regina.
Rania, però, dimostra da subito di avere la stoffa della reale. Diventa la sovrana del bon ton, capace di sedurre con la sua eleganza i migliori stilisti sulla piazza, da Armani a Valentino. È aggraziata e bella come Grace Kelly, possiede un'innata eleganza, che di sera, nelle occasioni speciali, può accendersi di sobrie note glam, come è accaduto sul palco dell'Ariston durante l'ultima edizione di Sanremo, ma che sempre conserva un cuore di umiltà e modestia.
È anche un'energica attivista che, pur muovendo da un ferreo credo islamico, si batte contro ogni tipo di fondamentalismo religioso, con un occhio di riguardo per la difesa del mondo femminile e infantile. In questo, ricorda un po' la compianta Lady D. “È necessario servire la gente, aiutare", ha affermato in un'intervista.
Il suo cavallo di battaglia riguarda la legislazione che nel suo Paese regolamenta i delitti d'onore, riconoscendo purtroppo enormi attenuanti a chi si macchi di un simile crimine. Delitti che vengono perpetrati a danno soprattutto di donne.
Attraverso la Jordan River Foundation, Rania ha aiutato le vittime di abusi e numerose famiglie, che grazie al contributo della fondazione sono riuscite ad affrancarsi dalla povertà. È inoltre ambasciatrice dell'Onu per l'infanzia (Unicef).
Le sue sfide più recenti riguardano la costruzione e manutenzione delle scuole di Gerusalemme, per assicurare a migliaia di bambini arabi, altrimenti condannati all'analfabetismo, un'istruzione adeguata, e la promozione del suo ultimo libro, dal titolo “Swap Sandwich”. Già, perchè Rania è anche scrittrice. E di talento, considerato che è stata segnalata niente meno che dal 'New York Times' tra i migliori best seller. Si tratta di un racconto per ragazzi e narra dell'amicizia tra due adolescenti che, grazie allo scambio di cibo a scuola, scoprono il valore della diversità.
Chissà se in questa giornata di festa la regina più amata degli anni Duemila troverà il tempo di lanciare un messaggino da Twitter, il suo social network preferito. Cosmopolita e ultratecnologica, questa quarantenne araba, che nel suo diario digitale può spaziare dal racconto della spesa di capperi e malvasia fatta a Lipari, meta delle sue ultime vacanze, all'incontro con i più importanti leader internazionali, è colei che più di ogni altra può aiutarci a sfatare le false credenze e i pregiudizi che ruotano attorno al mondo musulmano.