ICEBERG, L'UOMO Č BOHEMIEN
Quattro chiacchiere con Paolo Gerani, direttore creativo del marchio di proprietā della Gilmar
Bombetta, foulard, nel taschino della giacca un bocciolo di rosa e tra le mani una vecchia valigia. E’ un pittore bohemien l’uomo portato in passerella da Paolo Gerani, vicepresidente del 'Gruppo Gilmar' e direttore creativo di Iceberg, che ritorna a un’eleganza contemporanea.
“Realizziamo capi tradizionali”, ci spiega nel backstage, poco prima che la sfilata abbia inizio, e poi “li distruggiamo”. Il risultato è un "copia e incolla" in cui il guardaroba classico si mescola al contemporaneo.
Appassionato collezionista di pop art, attento creatore di comunicazione del brand – collaborando con fotografi come David LaChapelle - Paolo è figlio di Silvano Gerani e Giuliana Marchini, fondatori della Gilmar S.p.A, proprietaria dei marchi Gerani e Iceberg.
Nella collezione per la prossima stagione fredda a "farla da padrone", ci racconta, sarà un’eleganza un po’ 'trasandata e decadente', che utilizza però tessuti ricercati, come cashmere, lana principe di galles e pelle invecchiata.
Cerchiamo “innovazione, ma con cautela” continua, perché il capo è un investimento per il compratore.
E così ecco che sfila un artista, un uomo senza intenzioni estetiche troppo ricercate. Un anima libera avvolta in capi sovrastinti, consumati, in maglie di lana over, in cappotti e giacche ricercatamente "sporcate".
Gioia di vivere e sperimentare i diktat portati a Milano che, ci spiega, non è la 'capitale della moda'. E’ l’Italia ad esserlo. “Nessuna altra nazione al mondo è dotata di un tessuto industriale così straordinario”.