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MILANO MODA UOMO: 21 GIUGNO

In passerella la terza giornata con le proposte maschili per la primavera estate 2011

Due tendenze sostanzialmente opposte si sono fatte avanti nelle sfilate di ieri: quella che va sulla linea folk-neo-hippy tendente al naturale, se così vogliamo definirla, che fa dei tessuti leggeri e dei fiori il suo vessillo, e quella che si muove invece su un'eleganza più determinata, più rock. Su entrambe domina un elemento che è già un tormentone e lo sarà ancora almeno per la prossima estate: i pantaloni corti.

Si ispira alle icone che fanno moda perché sono di cattivo esempio, come Paul Getty III, la collezione P/E 2011 di Gucci. Il bohemién è un dandy viziato che sa mescolare al giusto modo eleganza e menefreghismo, ispirandosi agli anni '70. La sua camicia, all'apparenza folk e un po' sciatta, recupera il lusso tra i ricami. Non usa la cintura, ma un cordoncino di cuoio e sovverte l'ordine della 24ore con un borsone gipsy di preziosa pelle intrecciata. Ai piedi non calza mocassini, ma pantofole di camoscio. L'uomo di Gucci è così snob, che i suoi abiti sembrano denim, ma in realtà sono realizzati in misto seta e mohair, e indossa pantaloncini corti e camicie in jersey a stampa foulard.

Enrico Coveri fa riferimento a un altro decennio hippy, gli anni '60, intrisi di colori forti, come nella vena coveriana, che quest'anno propone una stampa portante: un geco. La lucertolina bianca si arrampica su camicie, giacche, pantaloni, costumi da bagno e, accanto, trionfano altre due tendenze sixty: lo scozzese e i disegni floreali.

Dagli hippy agli Yip (Youth International Party), troviamo Julian Keen, che per la sua collezione pensa alla natura e al rispetto per l'ambiente. Tra i colori panna, cielo, sabbia, c'è un'idea originale: 7 camicie per 7 giorni, ciascuna con un colore e un'essenza differente. Si, perchè le 7 camicie di Keen sono inserite in altrettanti sacchetti colorati. Imperano fiori su capi spalla, pantaloni e interni.

E foglie e fiori anche per Etro, che alla sfilata regala 300 alberelli. I capi floreali sono leggere camicie semi-trasparenti o in pizzo, accanto alle quali sbuca la seduzione della quadrettatura, bianco e nero. Ancora verde per D&G, che per questa collezione hanno pensato al tema del pic-nic per inscenare un gioco di quadretti Vichy. Scivolano sulle magliette, sulle polo, sui calzoni corti e su quelli lunghi, in diverse dimensioni, e persino sulle scarpe da tennis. Stampe fiorite dal sapore invecchiato fanno capolino sui capi proposti dai due stilisti.

E, se ancora di quadretti non ne abbiamo abbastanza, anche Pringle of Scotland li porta come bandiera della sua collezione, assieme alle righe. La maglia è un elemento fondamentale della sua proposta e viene tricottata per diventare cardigan estivo, assieme a trench che si sdoppiano e si estendono, usando le maniche come cintura.

Gli anni '70 non muoiono con Gucci, ma John Richmond ne utilizza un altro filone: quello rock. I jeans si strappano e si consumano, le giacche sono denim, le camicie sono a fiori, ma il tutto viene filtrato attraverso una lente chic, che crea anche completi neri e frac dai profili brillantinati, in stile Velvet Underground. Ricompaiono gli occhiali con le lenti tonde e colorate, John Lennon docet.

Anche per Philipp Plein, designer tedesco al debutto, vige la regola del rock 'n roll, ma lui la pensa in maniera più spiritosa, infilando ovunque l'iconcina del teschietto. Si fa notare sulle giacche in pelle, sulle fibbie delle pantofole, sulle sneakers in pitone e si nasconde persino nelle fodere degli abiti e sotto le suole.

Esulano dalle scelte fino ad ora illustrate altri stilisti, come Massimo Rebecchi, che ha presentato la sua collezione nel nuovo monomarca maschile, inaugurato ieri in Corso Como 2. Rebecchi è casual, informale. Sceglie la giacca come non plus ultra e la declina in vari contesti, a due bottoni, a doppiopetto, ma soprattutto si fa notare per la field jacket militare limited edition, con i bottoni in oro.

Orientato alla città è Hogan, che propone la nuova versione del giubbino “City Rush”, catarifrangente e a doppio collo, addirittura nel colore off-white. Brioni si ispira invece a colori navy, come il blu royal, il rosso energico, lo zenzero e il mandarino, ma anche a colori accesi come quelli che invadono i capi spalla.

Colorata e casual la linea proposta da Jeckerson che, per l'occasione, ha organizzato uno show di urban golf, nuova concezione street e giovane del golf, che si gioca sull'asfalto. Zegna, come Brioni, punta sull'informale. Il suo uomo cerca il comfort e lo trova in un lightstyle tutto europeo, fatto da pantaloni corti, come le giacche, e key-way, da un foulard al posto della cravatta e da una sacca di cuoio al posto della valigetta.

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Autore: Caterina Bigliardo
22/06/2010 - 20.53.00
 
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