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CHIUDE CON UNA GRANDE FESTA PER LA CITTĀ MILANO MODA UOMO

Per la Primavera-Estate 2011 comoditā, colore e un ritorno agli anni '70

L’avevamo detto. Questa edizione di Milano Moda Uomo era sì dedicata agli esperti del settore, ma avrebbe accontentato tutti, con grandi eventi e feste nelle quali coinvolgere anche i cittadini. La promessa è stata rispettata ed anche il tempo, non molto clemente in queste giornate, ha permesso che tutto si svolgesse nel migliore dei modi.

Ricordiamo l’apertura con una sera di anticipo, grazie allo stilista belga Dirk Bikkemberg, che per la prima volta ha proiettato su un maxi schermo in piazza del Duomo, la sfilata che si stava svolgendo in Sud Africa, non solo "patria" dei Mondiali di Calcio in queste giornate, ma anche territorio amato dallo stilista da una decina di stagioni, tanto da viverci per alcuni mesi all’anno.

Gli stessi milanesi che quindi hanno potuto vedere la sfilata in anteprima con giornalisti e buyer, hanno potuto godere in queste quattro giornate di molti altri eventi, che si sono conclusi ieri sera con International Fashion Show, l’evento organizzato in piazza della Scala per il secondo anno da Jo Squillo.

Durante la serata, a cui hanno partecipato 840 invitati, oltre ai numerosi cittadini che si sono accalcati dietro le transenne per poter assistere allo spettacolo, hanno sfilato gli abiti da sera proposti per questa estate da oltre 20 stilisti, tra i quali Armani, Gianfranco Ferrè, Blumarine, Moschino, Laura Biagiotti, Frankie Morello, Vivienne Westwood, Cavalli. La serata è continuata ballando sulle note di Corona, dei Los Locos, di Ivana Spagna e di Paolo Meneguzzi.

Torniamo però all’argomento principale di queste giornate, ovvero la moda. Come vestirà l’uomo per la prossima primavera estate? Innanzitutto la parola d’ordine sarà comodità. Lo si può dedurre dalle proposte di molti stilisti che hanno reinventato la giacca nelle forme, con taglio vivo, ma soprattutto nei tessuti, utilizzando dei jersey, dei materiali in maglia, o del canvas o lino, da portare perfettamente anche in versione stropicciata, perché scompare il "perfetto" sostituito "dall’imperfetto sensuale".

Il completo quindi non sarà più abbinato, al contrario. I calzoni dovranno essere proprio differenti rispetto alla giacca, in modo drastico o anche solo per una leggera disuguaglianza di colore o tessuto. Il pantalone tende ad essere affusolato, asciutto e ad accorciarsi sopra la caviglia o meglio a trasformarsi in bermuda, proposte in questa edizione in tutti i colori ed in molte versioni.

Tra i materiali ritroviamo il suede, il camoscio leggerissimo, visto come abito da sera, come blazer elegante da accoppiare con camicia colorata o perfino con pantaloni sarouel in seta stampata ed il denim, il cui colore originale è ripreso da sete preziose o chiari e bianchi.

Richiami anche agli anni ’70, grazie ai foulard stampati, agli strangolini ed ai giubbotti con richiami etnici, con sotto una camicia sbottonata che fa molto gipsy.

Anche negli accessori si ritrova la comodità grazie alla reinterpretazione delle espadrillas, dei sandali in pelle a frate, delle mille proposte di scarpe da ginnastica, dei mocassini, in versione diving o barca, delle scarpe-pantofola.

Insomma, proposte per un uomo comodo, ma dalla forte fisicità, che sembra aver colpito i buyer intervenuti. E questo per la moda italiana è già un primo passo per il successo.

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Autore: Simona Guarneri
23/06/2010 - 19.34.00
 
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