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MILANO MODA UOMO: 22 GIUGNO

In passerella la quarta e ultima con le proposte maschili per la primavera estate 2011

Last but not least. Questo il motto che riassume al meglio l'ultima giornata di sfilate per la Milano Moda Uomo. Ultima, ma non per questo meno ricca di appuntamenti interessanti e di stilisti illustri.

Si parte con la passerella di Iceberg, guidata dal fashion designer Paolo Gerani (gruppo Gilmar), che rispolvera dall'armadio del "babbo" una serie di must dal sapore vintage, attualizzati a suon di colpi di forbice e cromatismi contemporanei. Il cotone viene sbiancato, senza passare sotto il ferro da stiro, mentre tagli audaci si abbattono sulle giacche in classico principe di Galles e in tweed di lino trattate e invecchiate, private degli orli. Sfrangiati i blazer a maglia con motivo quadrettato beige e marrone, molto anni '60, e scolorite le giacchine da cadetto.

Dopo il defilè da "shock" del brand giovanile Emporio Armani, la collezione uomo Armani gioca ancora la carta della provocazione e dell'innovazione, senza però il ricercato scandalismo fetish alla Lady GaGa che ha caratterizzato la passerella di domenica.

“Chi vuol essere un uomo, dev’essere un anticonformista”
: la maison cita Ralph Waldo Emerson per costruire la propria estetica sartoriale "anti-mainstream", che non ama ripetersi. I cavalli di battaglia targati Armani non vengono per questo spediti in soffitta, ma soltanto illuminati da tocchi cromatici accesi, dal giallo quasi fluorescente di pochette, fiori all'occhiello e scarpe, al verde chartreuse. La "rivoluzione" passa quindi attraverso lampi di luce che energizzano le nuances tradizionali del beige, greige, fumo. Palpiti luminosi fanno capolino persino dai completi scuri dei businessman.

Da notare il doppiopetto che “tira” sui bottoni che serve a sottolineare la ''potenza dei pettorali'', come ha spiegato lo stesso Armani: “La strada giusta per rinnovare non è quella della pura stravaganza estetica, ma quella di usare materiali che provengono da altri mondi della moda''.

Un altro macho fasciato dai muscoli è l'uomo Dsquared2 immaginato da Dean e Dan Caten: un moderno "American Gigolò", seduttore di professione al pari dell'omonimo personaggio interpretato da Richard Gere, che ama unire dettagli lussuosi a capi classici: giacche con bottoni dorati su perfetta camicia bianca.

Sartoriale e trasgressivo al tempo stesso è il look di Ermanno Scervino. Sfilano giacche in piquet di cotone con effetto militare, sotto cui si intravede il torso nudo; camice con applicazioni di pizzi a orlo sfrangiato, blazer in canvas, tuxedo in stuoia a trama grossa e strappata, con revers di raso. Interessanti gli accessori: ai piedi il mocassino-pantofola in suede o raso, in vita cinturine di cavallino, in mano borsoni con intrecci a canestro di raso e cuoio.

Dedicata al mondo dei motori la collezione Fay, il cui capo di punta, la giacca Speedracer, si ispira al mondo ai bikers. All'opposto, troviamo la giacca peso piuma di Malo, la Feather Jacket, con la sua anima in cashmere e il suo involucro in cotone leggerissimo, che mantiene la temperatura corporea alle basse e alte temperature.

La sfilata più particolare è probabilmente quella di Umit Benan, che coniuga la passione per la moda a quella per la propria terra d'origine, la Turchia. Il brand ha infatti allestito in un cortile milanese un tipico caffè, carico di suggestioni orientali, simile al genere di locali che possono incontrarsi passeggiando per le strade di Istanbul.

Oltre alle passerelle, La giornata di martedì ha riservato sorprese anche sul versante delle inaugurazioni.

Il luxury trend firmato Moreschi è approdato in piazza San Babila, al centro del crocevia dello shopping milanese. In occasione dell'apertura della nuova boutique, Moreschi ha selezionato dal proprio archivio alcuni capi inediti, vere rarità, tra cui emergono le pantofole in capretto rosso confezionate nel 1989 per Papa Wojtyla e un paio di stivaletti in nappa bianca e struzzo calzati dall'attore Richard Burton nel 1977.

E ancora, da non dimenticare le proposte footwear di Tommy Hilfiger, che celebrano il mondo dell'arte e in particolare l'universo pop del grande Keith Haring, l'artista degli omini stilizzati morto di Aids nel 1990. Una 'capsule collection' composta da sneaker e rainboots per uomo, donna e bambino.

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Autore: Sara Marmifero
23/06/2010 - 17.56.00
 
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