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LA "LOLITA IMPRIGIONATA" DI VALENTINO

La sfilata Valentino Couture chiude l'abbigliamento per l'Haute Couture di Parigi

La donna andata in scena ieri 7 Luglio 2010 per Valentino Couture, nel corso dell'ultimo giorno della kermesse d'alta moda parigina dedicata all'abbigliamento (oggi è la volta della bigiotteria), si potrebbe definire una moderna "Lolita in gabbia", ma pronta a sciogliere le catene e a librarsi come una farfalla.

Maria Grazie Chiuri e Pier Paolo Piccioli, la coppia – di vita e di passerella – di enfants terribles che ha raccolto lo scettro di fashion designer dalle mani del non più giovane “Impertarore” Valentino, con grande soddisfazione espressa dallo stesso stilista, per il defilè francese ha fatto galoppare la fantasia.

Il modello certo più ardito è quello che, appunto, abbiamo definito della “Lolita imprigionata”, che sperimenta il recupero di un accessorio femminile simbolo dei secoli passati come la crinolina, l'ampio sottogonna steccato, la impreziosisce di ricami e la chiude sulla parte superiore del corpo, a formare un inedito corpospalla. Non solo. Anche i polsi, i colli, i boleri e le vaporose sottane concorrono a rievocare uno stile in bilico tra sontuosi ricevimenti settecenteschi e mondanità da Belle Epoque. La gabbia che cattura il busto, però, si apre a contrasto sulle gambe, quasi sempre lasciate nude da audaci sforbiciate che promettono, invece, aria di libertà e spensieratezza.

L'ispirazione, come ha precisato la Chiuri, nasce ''solo catturando l'immaginario delle ragazze. L'alta moda diventa così aspirazione per tutte, anche per le donne mature''. La donna che il veterano delle passerelle Valentino celebra è, quindi, anagraficamente poco più che una ragazza o, se l'età non corrisponde all'ideale, tutt'al più mantiene uno spirito giovane, che ama osare.

Il motivo del doppio si ritrova nel gazard, moltiplicato per creare una consistenza turgida che regga le proporzioni del giacchino, accostato davanti e molto scostato sul dietro, corto su una blusa bianca e ricamatissima. Ai piedi, ciabattine in tulle sfoderato e ricamato, con tacco di soli sei centimetri, magari con il vezzo di calze in nappa e fiocchetti.

Come Armani, la collezione non ruota totalemente attorno ai capi da gran soirée, ma anzi propone ottime mises da giorno: la giacchina corta di lana e seta bianca con le maniche chiuse da fiocchetti, ad esempio. Oppure, il completo in gazard rosa con 2500 micro-petali applicati, o l'abitino da cocktail in pizzo nero fermato dai fiocchetti bianchi sulla schiena.

In questo tripudio di miniabiti, quasi dei baby-doll, gli stilisti stessi hanno parlato di “lato scuro del primo amore”, evocando esplicitamente quella magica terra di mezzo che segna il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Un limbo che assomiglia ai capi-gabbia di Valentino, che riescono a trattenere appena un volo che sta per spiccare.

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Autore: Sara Marmifero
08/07/2010 - 17.04.00
 
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