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MILANO MODA DONNA: 1 MARZO

La 6° giornata della fashion week dedicata alle proposte della moda femminile del prossimo inverno

Con lunedì 1 marzo si abbassa il sipario sulle sfilate e le presentazioni delle collezioni autunno-inverno della settimana della moda 2010.

Le passerelle in programma confermano i must emersi nel corso delle giornate precedenti: il prossimo inverno domineranno il nostro guardaroba mantelle di tweed e cachemire, pellicce voluminose e multicolour e, a (s)coprire le gambe, collant vedo non vedo o, al limite, leggings attillatissimi. Avremo inoltre male ai piedi, a giudicare dall’onnipresenza di 'décolleté' con tacco, a spillo o plateau, dalle vette "proibitive".

Ispirata dai colori autunnali è la collezione del tedesco Aigner, che sceglie di vestire le modelle con nuances calde e accese, che dal “chianti”, variante cromatica del bordeaux, sfuma nel cammello e nel carminio, fino al tortora e al marrone. Unica concessione, il nero dei mini-abiti da sera, abbinati come da rito con scaglie dorate.

'Fil rouge' della sfilata è la sartorialità, posta al servizio di un “lusso pragmatico” che disegna una femminilità raffinata ed elegante e riattualizza di volta in volta evergreen quali il trench, l’immancabile mantella, il cachemire, la lana bouclé e la pelle, che Aigner da bravo cultore usa per avvolgere le gambe in guaine stretch.

Uno stile “strizzato” che si coniuga, senza mai stridere, con le linee del busto e delle braccia, ammorbidite da giacche fluide, svolazzanti nuvole di chiffon, cardigan e capi-spalla dal collo pronunciato.

Il look è completato da una gamma variegata di accessori: bijoux, pochette e, tocco androgino che arricchisce la donna Aigner di fascino, coppole che coprono sobri chignon.

Ancor più orientata all’essenzialità e alla pulizia delle forme è la figura proposta da Mila Schön, che fascia il corpo con cappotti, giacche e giubbini morbidi e poco lavorati, appena increspati da inserti drappeggiati, colli a scialle e pannelli asimmetrici, a disegnare una 'silhouette' algida e uniforme, tanto nelle linee quanto nella palette.

La Schön privilegia le tinte tenui, dai grigi al beige al color cipria, ma a tratti la superficie monocromatica si spezza in frammenti di colori fluorescenti: vermiglio, verde smeraldo, bluette e giallo acido. Anche per la stilista italiana gli 'hair-stylists' hanno optato per delle capigliature raccolte e sofisticate, questa volta coperte da cappelli bicolor a falda larga.

Il più giovane della giornata è di casa nostra e, al contrario delle sfilate che lo hanno preceduto nella mattinata, punta su originalità, innovazione e contaminazione. Moda, musica e danza contemporanea sono le tre discipline che Federico Sangalli sceglie per “vestire” il proprio concetto di 'futuro'.

La "passerella-show" si apre con una breve performance del coreografo americano David Parsons, leggenda in carne e ossa che introduce il pubblico in una dimensione ipnotica ad alto tasso energetico.

I capi presentano volumi irregolari e linee dure, per una femminilità ipermoderna, da cyborg. I materiali tradizionali dell’haute couture lasciano il posto al latex, ai tessuti hi tech, ad argentee giacche spaziali complete di envelope caps. Gli orli, anche qui, restano rigorosamente accorciati, a ricordarci che un bel paio di gambe, appena nascoste da shorts e minigonne, sono l’arma più affilata del fascino di una donna.

“Signora” della giornata è stata senza dubbio Laura Biagiotti, omaggiata dalla presenza in bianco di Ronn Moss, che per il prossimo inverno ha deciso di adattare lo stile semplice e sobrio che da sempre ne caratterizza il lavoro come ricetta anti-crisi “made in fashion”: le linee, come per Mila Schön, si fanno pure e composte, all’insegna della vestibilità e del comfort.

Il 'leitmotiv' è l’intreccio, che si risolve nella creazione di strati e sovrapposizioni di superfici, materiali, ma anche nei frequenti inserti di reti e trame, anch’esse ormai diventate un marchio di fabbrica per questa maison.

Non a caso, “The Queen of Cashmere”, come è stata definita dal New York Times la Biagiotti, promuove un’idea di funzionalità integrata, attraverso abiti che all’occorrenza possono essere impiegati come capi da lavoro, da tempo libero, ma anche come pezzi da grand soirée.

I colori sono neutri, come nella migliore tradizione Biagiotti, con una vera fissazione per il rosa tea, la mandorla, la cipria. La maglia, must della stagione, si materializza sotto il segno della treccia, e le linee si fanno ampie, ariose, grazie ai maxi-collo, allo chiffon, al taffetà e alle rouches che impreziosiscono cardigan e tubini. Una novità: la finta pelliccia composta da frange di chiffon ad effetto piumato, in forma di gilet.

Su posizioni antitetiche si attesta la donna presentata da Carlo Tivioli, come la Biagiotti esponente della old fashion school, che alla semplicità oppone l’ostentazione del lusso e di una femminilità da donna-diva. Una donna che “aggredisce” la passerella con falcate decise, esibendo gambe appena velate, spesso a effetto nudo, su vertiginosi tacchi a spillo, cui si contrappongono, in un look che ricerca il contrasto e lo stupore ad ogni costo, le curve del busto e della vita, camuffate sotto le linee dritte di pellicciotti sontuosi e voluminosi.

Tivioli osa anche con i colori, tingendo i capi-spalla di rosa shocking, verde acido, blu elettrico. Ma è soprattutto l’oro a farla da padrone, sia nelle minigonne paillettate sia nei gioielli che incorniciano volti e polsi delle modelle.

Se l’ingrediente scaccia-crisi di Laura Biagiotti sembra essere la praticità, per Tivioli non vi è miglior risposta che la sfida, che si traduce in una rivendicazione del lusso, ma anche nel messaggio di speranza lanciato con la canzone beatlesiana che accompagna la sfilata: All you need is love.

Forse però, per mettersi ai ripari dalla crisi, basterebbe volgere lo sguardo al settore del prêt-à-porter, che della portabilità ha fatto la propria bandiera. A questo filone della moda sono state dedicate molte presentazioni di questa settimana, tra cui quella di Martino Midali, che propone capi oversize morbidi e soffici al tatto, dai colori brillanti ma mai eccessivi. Un’attenzione al dettaglio che trasuda sartorialità ed eleganza. 

Photos by Dario Raimondi - Book Fashion

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Autore: Sara Marmifero
01/03/2010 - 21.09.00
 
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Milano Moda Donna: 1 Marzo
Foto: Milano Moda Donna: 1 Marzo
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